Cancellazione Protesti Casilina

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Cancellazione Protesti Casilina
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Non è affatto inusuale oggigiorno sentire parlare di assegni protestati ad esempio, ma molto spesso non è ben chiaro  come avvenga la  Cancellazione protesti Casilina cosa indichi esattamente questo termine e soprattutto cosa possa comportare a livello personale. il protesto è essenzialmente un atto pubblico con il quale si va a indicare un pagamento e/o un tentativo di pagamento nullo di una cambiale o di un assegno bancario o postale. sono diversi i titoli di credito che possono essere oggetto di tale provvedimento, nello specifico riguardano  in caso di assegno bancario senza copertura sul conto corrente, scatta la procedura di protesto nei confronti del titolare del conto scoperto, ritenuto cattivo pagatore e inserito nel registro dei protesti. per cancellare il protesto non basta pagare quanto dovuto, ma è necessario essere riabilitati dal tribunale competente a seconda della provincia di residenza, ottenendo il decreto da presentare all’ufficio protesti di riferimento.

per ottenerlo, il protestato deve aver regolarizzato il pagamento e deve trascorrere almeno un anno dall’ultimo protesto. se il termine non è ancora trascorso, il tribunale può riservarsi di rigettare la richiesta .la richiesta indirizzata al tribunale conterrà i dati anagrafici (cognome, nome, luogo e data di nascita, residenza e recapito telefonico) e la copia di un documento di identità valido, allegando: atto di protesto, originali dei titoli protestati (o fotocopia con dichiarazione del beneficiario che attesti il saldo del debito, con qualificazione e firma autentica), visura aggiornata dei protesti, disponibile presso la camera di commercio, in caso di omonimia nella visura, un certificato di residenza storico.

nel caso in cui il protesto riguardi una società, la richiesta deve essere sottoscritta dal legale rappresentante. per attivare l’iter si hanno massimo 5 anni. in caso di esito negativo si potrà proporre ricorso in corte d’appello entro 10 giorni dalla formalizzazione dell’esito negativo. ottenuto il decreto, lo si presenta presso la camera di commercio con la richiesta di cancellazione del protesto (redatta su apposito modulo, con marca da bollo da 16 euro) e copia del documento di identità.

la commissione per ogni assegno è in genere di 8 euro. in caso di necessità, in attesa di ricevere il decreto emanato si può produrre un’autocertificazione recante gli estremi dell’atto. la camera di commercio effettua la cancellazione del protesto entro 20 giorni dalla presentazione della domanda con pubblicazione, nel registro protesti, dell’avvenuta riabilitazione.

solo da questo punto non si è più ritenuti cattivi pagatori di  assegni  vaglia cambiali   tratte per  le cause del protesto  senza scendere nel dettaglio dei codici giuridici che regolamentano e illustrano esaustivamente tali cause, si può dire che esistono 3 tipologie sommarie entro cui possono rientrare i vari casi specifici. l’attuale normativa italiana in tal senso è molto chiara e propone le seguenti 3 macrocategorie:  il tutto ovviamente parte dal creditore.

nel momento in cui questo si rende conto dei difetti esistenti nella regolare attuazione del pagamento, nelle sue varie forme d’irregolarità, mancanza o ritardo, può immediatamente procedere ad avanzare una lettera di richiamo ufficiale nei confronti del debitore ricordandogli di ottemperare all’estinzione del debito contratto. laddove, anche a seguito della lettera ufficiale, la situazione d’inadempienza rimane vigente, si procederà con la regolare denuncia e con la conseguente iscrizione nel registro di protesto, quello che comunemente viene anche chiamato registro dei cattivi pagatori.

Tel: 0645548090

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